A questo proposito voglio ricordarti che tutto ciò che accade nella nostra vita, accade col fine dell’amore e persino gli avvenimenti più disturbanti, come la malattia, possono essere accolti come utili messaggi da ascoltare.
Possiamo scegliere di osservare con attenzione quei sintomi (nostri o dei nostri amici a 4 zampe) invece che averne paura.
Perché è solo osservandoli che il medico e il veterinario potranno aiutarci a guarire, noi e loro, ovviamente laddove sia possibile.
Sono la nostra salvezza e non certo la nostra condanna.
La fisica quantistica ha ormai dimostrato ampiamente e scientificamente (se ce ne fosse ancora la necessità) che due o più sistemi che si incontrano si influenzano a vicenda.
In ogni famiglia si crea un “campo” per ognuno degli esseri (umani e animali) coinvolti e questi campi si intrecciano e influenzano. Nessuno di noi è separato dagli altri!
Banalizzando un po’ per portare un esempio quotidiano e comprensibile, quante volte abbiamo fatto l’esperienza di arrivare in un posto di ottimo umore e, trovando persone angosciate o arrabbiate, perdere la gioia che ci sembrava inattaccabile?
O, viceversa, arrivare in un gruppo di amici allegri e gioiosi e lasciarci contagiare nonostante fossimo tristi e scocciati?
Sembra folle, ma, come ti ho scritto nella precedente newsletter, possiamo aprirci alla possibilità che i nostri animali specchino coi loro sintomi qualcosa che in primis appartenga a noi.
Possiamo pensare che siano guida.
Possiamo scegliere tra:
- Capire quali siano le dinamiche che hanno condotto al malessere e alla sua manifestazione.
- Trovare la terapia che faccia sparire il sintomo più velocemente possibile.
La terapia che faccia sparire tutto rapidamente è illusoria. Posso decidere di ignorare quel campanellino oppure scegliere di ascoltare quel messaggio:
- F farmi aiutare a comprendere il suo significato e lo scopo per cui si è presentato.
- Mettermi in discussione.
- Affrontare il cambiamento necessario, disponibile alla trasformazione mia, dell’ambiente e dell’animale.
Il mio consiglio è quello di imparare ad ascoltare quello che succede nel nostro corpo e nel corpo dei nostri amici a 4 zampe, accogliere i segnali come suggerimenti e indicazioni, senza paura e senza sentirci schiacciati.
Con questo approccio possiamo scegliere la strada della nostra e loro guarigione profonda e duratura, invece che quella di anestetizzare il corpo e di ignorarne gli amorevoli messaggi, ancorché perturbanti e preoccupanti.
In ogni caso, anche quando non ci sia purtroppo spazio per una guarigione del corpo, avremo sempre la possibilità di migliorare la qualità di vita e di portare la guarigione sciamanica o, ancora più profondamente, la guarigione immaginale.
Guarigione Sciamanica
È un processo in cui la triade animale, familiare e veterinario si incontra e si riconnette alla propria profonda natura guaritrice per portare pace e per trasformare quei nodi di cui il sintomo fisico è segnale.
Guarigione Immaginale
È ancor più difficile da spiegare in poche righe, ma ha lo scopo di cambiare la narrazione in cui stiamo vivendo per portare guarigione profonda, pace e amore.
Sembra strano e forse folle, ma la relazione che ci unisce ai nostri amici a 4 zampe va davvero oltre la materia, è un legame profondo, animico, un dono immenso che supera di molto la compagnia e lo stare insieme.
Non è mai il caso che porta proprio quell’animale nella nostra vita: è una scelta animica, profonda.
È un amore totale, disinteressato e incondizionato, che tutti noi sperimentiamo quotidianamente nella relazione con loro. Anche grazie ai momenti di difficoltà ci consente di ricordarci che la nostra vera natura è anima e non corpo, che anche quando non li abbiamo più presenti accanto a noi, ci restano vicini, li possiamo ancora percepire. Hanno solo fatto un cambio di dimensione, ma la loro anima è sempre connessa alla nostra e ci attende “di là”!
Così come in omeopatia non esiste la malattia ma il malato, nella medicina immaginale non esiste la malattia, ma il segno, il simbolo, l’opportunità che si presentano affinché possiamo evolvere. È, in fondo, la differenza sostanziale tra l’essere e l’apparire.
Tutto sta a capire se si voglia la guarigione profonda e duratura o se ci si accontenti dell’assenza di sintomi apparenti. Se voglio star bene o semplicemente desidero non sentire più i campanelli che il mio corpo sta suonando per avvertirmi che qualcosa non va.
Oggi spesso non si chiede al veterinario una cura per portare guarigione profonda. Viceversa, si chiede una pillolina che non faccia sentire e vedere più quel campanellino. Che mi faccia credere che, passato il sintomo, tutto torni come prima, perché non c’è nulla che non vada.
Pazienza se dopo la prima pillolina ne debba somministrare una seconda, una terza, una quarta… l’importante è non fargli sentire i messaggi che il corpo stia provando a mandare a lui e a me, non sentire che qualcosa non vada.
A volte attraversiamo periodi difficili e non ci sentiamo nella condizione di metterci in discussione e affrontare i problemi che sono alla base di quel sintomo. Questo è normale, comprensibile, umano.
Ma, appena possibile, varrebbe davvero la pena farlo per evitare che i sintomi si ripetano e che i disagi avanzino, che i messaggi non cadano inascoltati, che i segni non siano come il grigio Nulla che distrugge Fantasia nello splendido romanzo “La storia infinita”.
Se ti interessa approfondire questo nuovo paradigma, contattami, sarò lieta di spiegarti meglio in che cosa consista e potrai valutare se ti interessi!